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Sulla candidatura di Zingaretti alle primarie

Se Renzi come ormai è chiaro salterà uno o piu’ giri e non si candida alle primarie io naturalmente non mi sento legato a nessuna corrente renziana che esprima un altro candidato.

Deciderò, come ho fatto in tutte le primarie recenti, in piena libertà anche a rischio, come è accaduto, di sbagliare scelta. Oppure deciderò di non fare alcuna scelta.

Leggo che Nicola Zingaretti si candiderà.

Avrebbe dovuto farlo nel 2010 invece dilasciarci nelle mani di Bersani e forse oggi è troppo tardi.

Per votarlo dovrà convincermi.

Io gli sono affezionato e so che è una brava persona. E’ preparato ed ha carisma.

Ma so anche che le sue scelte politiche nell’ultimo periodo sono state scelte che lo hanno condannato ad un minoritarismo che non puo’ essere suo.

Non puo’ essere suo perché Nicola è un innovatore ed io l’ho  sempre conosciuto come tale.

Ed il suo appoggio, seppur defilato, ad una minoranza senza idee ha rischiato di cancellare queste sue caratteristiche che invece sono emerse con forza nella sua azione di governo.

Valutero’ le idee con cui si presenterà alle primarie come valutero’ senza pregiudizi le idee di tutti gli altri.

Valutero’ le sue idee sul Partito che non puo’ essere la riesumazione di un vecchio modello organizzativo.

Valutero’ quello che ha da dire sul mercato del lavoro e sulla scuola e se intende mettere in discussione radicalmente la linea di questi anni (il fatto di aver scartato il deja vu di “rifondare” e puntato sulla parola “rigenerazione” mi fa ben sperare).

Valutero’ se ha in animo di far rientrare nel PD quei ras fondatori di LeU e che hanno sparato in questi anni bordate contro il PD. La retorica della unità delle sinistre non funziona e, numeri alla mano, oggi una sinistra unita, PD piu’ LEU, si ferma al 22% circa ed è evidente che le retoriche tipiche di certa sinistra non sono in grado di intercettare la rabbia di quegli elettori che non si sono fatti problemi a votare formazioni xenofobe, omofobe, antiegualitarie, ambigue sul fascismo come i 5 stelle, fatte da odiatori di professione nascosti dietro il doppiopetto di Di Maio.

In pratica e per riassumere daro’ il mio voto a chi interpreterà al meglio quei valori della liberaldemocrazia di sinistra moderna e solidale che non si fa condizionare dai vecchi tabu’ di una sinistra ormai soltanto residuo archeologico.

Lo Zingaretti che conosco puo’ farlo. Dipenderà da quanto si farà condizionare dal vecchio apparato antico messo fuorigioco nell’era renziana e da tutti coloro che, dentro il PD, cercano solo la vendetta.

Staremo a vedere. Siamo solo all’inizio di una lunga, lunghissima traversata del deserto con la consapevolezza che per attraversarlo dobbiamo lasciare a casa i vecchi paradigmi obsoleti.

Io scegliero’ il candidato che farà proprio cio’ che disse Cristoforo Colombo quando affermo’ che per attraversare l’oceano bisogna avere il coraggio di dimenticare la riva da cui si è partiti.

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