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COSA ACCADREBBE AD IGNAZIO FISCO SE FOSSIMO UN PAESE NORMALE.

 

SE FOSSIMO UN PAESE NORMALE

Dice Francesco Cancellato, Direttore de Linkiesta, che “se fossimo in un Paese normale la conferma di Ignazio Visco come governatore della Banca d’Italia non sarebbe nemmeno in discussione: lo si accompagnerebbe alla porta con i dovuti onori, ma senza troppi complimenti.

Non ci sarebbe nemmeno da spiegare –aggiunge Cancellato – in un Paese normale: basterebbe chiedersi, molto tranquillamente, perché, Montepaschi a parte, tutti gli scandali e le crisi bancarie di questo Paese – Banca Popolare di Vicenza, Veneto Banca. Etruria, Carife, Marche, Caricheti. Carim, Caricesena e prossimamente, forse, Popolare dei Bari e Carige – si sono palesate agli occhi dell’opinione pubblica a partire dal 2014, ossia da quando la vigilanza del sistema bancario italiano è passata da Palazzo Koch, Roma a Eurotower, Francoforte”.

Ed ecco alcuni, soltanto alcuni, tra gli esempi per cui Ignazio Visco non dovrebbe essere riconfermato. In larga parte gli esempi sono tratti da Linkiesta e da Pagina 99.

BANCA POPOLARE DI VICENZA: VISCO DOVRA’ CHIARIRE PERCHE’….

DOVRA’ CHIARIRE perché, ad esempio, nell’ispezione del 2012 Bankitalia non si accorge delle azioni baciate di Banca Popolare di Vicenza – acquistate cioè in corrispondenza di un finanziamento – per un controvalore pari a circa il 30% del capitale della banca, ma invece si accorge di un’operazione analoga, da 300 milioni, di Veneto Banca, suggerendole – ironia della sorte – di farsi comprare da una “banca di alto standing“ come quella vicentina, cosa che suggerisce pure a Banca Etruria, a quanto pare.

(FONTE: Linkiesta e Pag 99)

VISCO DOVRA’ CHIARIRE PERCHE’………

DOVRA’ CHIARIRE perché,  sempre a proposito della Popolare di Vicenza, perché nessuno abbia avuto niente da ridire sul fatto che dal 2011 al 2013 il dominus di POPVI Gianni Zonin abbia assunto diversi manager provenienti proprio da Palazzo Koch, senza che Palazzo Koch avesse nulla da dire in merito.

(FONTE: Linkiesta e Pag 99)

SOFFERENZE BANCARIE: VISCO DOVRA’ CHIARIRE PERCHE’……

DOVRA’ CHIARIRE  perché le sofferenze lorde dei crediti concessi dalle banche italiane sono aumentate dai 118 miliardi di inizio 2012 ai 212 miliardi di maggio 2017 quando da Bankitalia e dintorni l’unica spiegazione che arriva è che le banche hanno risentito della crisi economica, senza chiedersi se c’entrino qualcosa il capitalismo di relazione e i rapporti personali e fiduciari tra chi gestisce le banche e chi ha bisogno dei loro soldi.

(FONTE: Linkiesta e Pag 99)

ALTRE DUE COSE CHE VISCO DOVRA’ CHIARIRE

DOVRA’ CHIARIRE perché Bankitalia abbia ritenuto e continui a ritenere perfettamente normale che le banche sottocapitalizzate si finanzino vicendevolmente gli aumenti di capitale, comprando azioni l’un l’atra;

 E DOVRA’ CHIARIRE perché Banca d’Italia abbia dato il proprio beneplacito – c’è chi dice pure un esplicito sostegno – all’acquisizione di Tercas e Caripe da parte di Banca Popolare di Bari, nonostante diverse ispezioni del 2013 avessero rilevato che la Banca barese avesse erogato prestiti importanti senza verifiche adeguate sulla solidità del cliente, cosa che l’impennata di crediti deteriorati e rettifiche di valore tra il 2013 e il 2014 ha confermato nella sua drammaticità. Anche in questo caso, da Palazzo Koch nemmeno un refolo di vento.

(FONTE: Linkiesta e Pag 99)

LA POPOLARE DI BARI FA TREMARE LA PUGLIA

E DOVRA’ CHIARIRE PERCHE’ Nell’ottobre del 2013 proprio da Bankitalia era arrivato Alla Popolare di Bari l’invito a farsi carico di Tercas, la vecchia Cassa di Teramo che dopo un lungo commissariamento stava per affondare travolta dalle perdite.  Piccolo particolare, della Popolare di Bari, che da sola regge un pezzo importante dell’economia della città di Bari e della Puglia, in una recente inchiesta la Procura barese racconta anni di gestione irregolare, bilanci in perdita, prestiti anomali, aggravati dalla acquisizione di Tercas, la vecchia Cassa di Teramo.

VITTORIO MALAGUTTI L’ESPRESSO

(Non so se avete capito, già prima del 2013 la popolare di Bari era una banca a rischio. Eppure Banca Italia gli “consiglia” di farsi carico di Tercas, la vecchia cassa di Teramo. O sono incapaci o sono complici)

PERCHE’ NON SIAMO ANCORA UN PAESE NORMALE.

Ed è ragionando su questi esempi che Cancellato afferma senza ombra di dubbio che “in un Paese normale, il Parlamento chiederebbe conto di tutto questo al Governatore della Banca d’Italia (e al suo capo della vigilanza Barbagallo), visto il salasso pubblico che si è reso necessario per tamponare le falle del sistema bancario, tanto necessario, quanto impopolare.

In un Paese normale, tutti si accoderebbero a Renzi e al Partito Democratico nel pretendere un cambio di direzione, soprattutto chi ha sbraitato per anni contro il governo delle banche, in nome dei risparmiatori traditi, anziché criticare l’irritualità della forma istituzionale.

A quanto pare, invece, in un Paese che si chiama Italia, Visco rimarrà al suo posto per altri sei anni. Che lo spread ce la mandi buona”.

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